VENETO - A sentire i maligni è stata tutta una recita, un copione già scritto con le decisioni già prese. E cioè: il lombardo Alberto Di Rubba, amministratore federale della Lega, per inciso condannato per peculato, sarà candidato alla Camera dei deputati nel collegio di Rovigo (quello dove nel 2022 è stato eletto Alberto Stefani), mentre nel collegio di Selvazzano-Padova (quello lasciato libero da Massimo Bitonci) con ogni probabilità passerà il primo dei non eletti in consiglio regionale Giulio Centenaro o, metti mai, il segretario provinciale del partito Nicola Pettenuzzo.

Per la seguente ragione: “grazie” a una legge elettorale veneta che ha fatto scattare due seggi agli alleati, Udc e Liga Veneta Repubblica, il Carroccio a Padova è stato penalizzato, ha avuto solo tre consiglieri e quindi Centenaro va “recuperato”. Un altro criterio sarebbe di candidare il segretario provinciale, ma pare che Pettenuzzo non se la senta di fare uno sgarbo al collega. Questo è il dietro le quinte. Ufficialmente, invece, non è stato deciso niente. Ecco cosa ha detto Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera al termine del direttivo federale di ieri pomeriggio a Milano: «Le liste dei candidati devono essere presentate lunedì e quindi stiamo aspettando che il consiglio regionale della Liga del Veneto indichi i nomi». Solo che al direttivo veneto di giovedì sera è stato detto tutt’altro e cioè che via Bellerio ha chiesto un posto per Di Rubba.