Il governo italiano ha mobilitato «miliardi di euro in risorse private e pubbliche» su scala africana, confluiti su filoni come energia, sicurezza alimentare, infrastrutture fisiche e «collaborazioni» sanitarie.

La presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha inaugurato così il suo intervento alla seconda edizione del vertice Italia-Africa, in corso ad Addis Abeba a oltre due anni di distanza dal vertice di debutto di Roma nel 2024: la piattaforma di lancio del cosiddetto Piano Mattei per l’Africa, la strategia per il «cambio di paradigma» nei rapporti continentali dichiarato dall’iniziativa del governo italiano. Meloni ha rivendicato il «cambio di approccio» dell’esecutivo e la cesura rispetto logiche «predatorie» e «paternalistiche» verso il Continente, ribadendo il leitmotiv della «nuova pagina» con l’Africa e le «straordinarie potenzialità» delle economie continentali. Nei suoi interventi conclusivi Meloni ha annunciato anche l’inclusione di «clausole» sul ripagamento del debito, con l’opzione di sospendere il ripagamento di fronte a crisi climatiche particolarmente lesive.

Meloni ha parlato al vertice, inaccessibile dopo un incontro bilaterale con il premier Abiy Ahmed e alla presenza dello stesso leader etiope, del presidente dell’Unione africana e dell’Angola João Lourenço, del presidente della Commissione Ua Mohammed Ali Youssouf, del segretario generale delle Nazioni unite António Guterres. Domani 14 febbraio sarà la volta del suo intervento al 39esimo vertice dei capi di Stato e di governo della Ua. «Il nostro continente deve recuperare il gap di sviluppo rispetto alle economie di Usa o Europa» ha dichiarato Lourenço, aggiungendo che l’Ua ha «bisogno di sfruttare le possibilità del piano Mattei per le infrastrutture. Siamo capaci di superare questo gap e il nostro Continente abbonda di materie prime che oggi sono cercate per le materie prime». La «ipcoris»