Si è aperto con la tradizionale foto di famiglia il secondo vertice Italia-Africa ad Addis Abeba, co-presieduto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali. L’avvio del summit è slittato di oltre mezz’ora a causa di un confronto tra il cerimoniale di Palazzo Chigi e quello del governo etiope sulla disposizione dei posti per la foto ufficiale. Una trattativa silenziosa ma significativa, conclusa con la premier italiana posizionata tra João Lourenço, presidente di turno dell’Unione Africana, e Abiy Ahmed. Alla sinistra del premier etiope sedeva il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres.

Nel suo intervento di apertura, Meloni ha rivendicato il percorso avviato due anni fa a Roma. “Quando ho avuto l’onore di ospitarvi abbiamo assunto un impegno molto ambizioso, ossia scrivere una pagina nuova nella storia delle nostre relazioni, costruire un modello di cooperazione fondato su fiducia e rispetto reciproco, una cooperazione da pari a pari lontana da qualsiasi tentazione predatoria e dall’approccio paternalistico”, ha dichiarato.

Il cuore del discorso è stato il Piano Mattei, presentato come strumento per ridefinire il rapporto tra Italia e Africa. “Con il Piano Mattei stiamo contribuendo a rivoluzionare il modo di guardare all’Africa e conseguentemente di agire in Africa”, ha affermato la premier.