Un mezzo che rappresenta una presenza costante nella dieta mediatica degli italiani. Una eterna compagna di viaggio per chi si muove in auto che però rischia di finire depotenziata, se non proprio in soffitta, sacrificata sull’altare delle scelte di produttori di automotive non più interessati (quando non interessati in senso contrario) a inserire gli apparecchi radio nelle auto, o che potrebbe finire anche stritolata in mezzo a questioni di interferenze frequenziali fra l’Italia e altri Stati.

È qui, in questo terreno scivolosissimo, che la cara vecchia radio si sta muovendo in quest’ultimo periodo. Ed è per questo che Confindustria Radio Televisioni ha deciso che il tempo dell’attesa è finito e ha scelto una data simbolica per passare al contrattacco. Nel giorno consacrato dall’Unesco alla “scatola magica”, scatta l’operazione #RadioInAuto. L’obiettivo è tanto semplice quanto vitale: impedire che il futuro dell’automotive, lanciato verso una digitalizzazione spinta, cancelli il presente del broadcasting. I numeri, d’altronde, fotografano una realtà che non ammette repliche o interpretazioni di comodo: in Italia, sono 35 milioni le persone che ascoltano la radio ogni giorno, di cui ben 26 milioni lo fanno mentre stringono il volante. «È in questo contesto – scrive Confindustria Radio Televisioni – che nasce la campagna di comunicazione #RadioInAuto, per sensibilizzare sull’esigenza di preservare la presenza della radio analogica e digitale nei nuovi modelli di autoveicoli: facilmente individuabile, immediatamente accessibile e fruibile con un solo click, senza essere nascosta in menu complessi o penalizzata da soluzioni basate esclusivamente sulla connessione IP».