In un’epoca dominata dallo streaming e dall’integrazione sempre più spinta degli smartphone, la radio tradizionale torna prepotentemente al centro della scena automobilistica. Con un recente via libera da parte della Commissione europea, è stata approvata una proposta normativa italiana che segna una svolta per il settore: i costruttori saranno obbligati a installare antenne FM e DAB+ di serie su tutte le auto di nuova immatricolazione vendute nel Paese.

Questa decisione nasce dalla necessità di preservare l’accesso universale ai servizi radiofonici broadcast, considerati ancora un pilastro fondamentale per l’informazione quotidiana e, soprattutto, per la gestione delle comunicazioni di emergenza. Negli ultimi anni, si era infatti assistito a una tendenza, specialmente tra i modelli elettrici e premium, a eliminare la radio tradizionale per favorire sistemi di infotainment basati esclusivamente sulla connessione dati.

La difesa dell’informazione libera e gratuita

Il cuore della normativa risiede nella preoccupazione, condivisa da autorità regolatorie e operatori, di perdere un mezzo di comunicazione che è per definizione gratuito, immediato e indipendente dalle reti mobili. Mentre lo streaming richiede una connessione internet attiva, la radio terrestre garantisce la ricezione del segnale anche in situazioni critiche.