L’autoradio è destinata a scomparire? Sui veicoli di nuova generazione saranno presenti solo ed esclusivamente le interfacce usb con la conseguenza di non poter più captare il segnale Fm né quello di nuova generazione Dab+ ossia la radiodiffusione sonora basata sul digitale terrestre? La questione è balzata agli onori della cronaca a seguito della segnalazione di Agcom al Governo: l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sollecita l’esecutivo a prendere in carico con urgenza il dossier.Sono già diversi i produttori di veicoli che non prevedono la possibilità di installare l’autoradio Fm/Dab+sui nuovi veicoli. Per esempio la Citroën ë-C3 berlina e il suv Dacia Duster “montano” a bordo solo la connessione bluetooth per collegare dispositivi come lo smartphone e consentire la ricezione radiofonica solo attraverso piattaforme Ip connesse alla banda larga (Spotify e dintorni). E tra i modelli in cui non è contemplata l’autoradio ci sono anche le minicar di categoria AM riservate ai minorenni.Quanti sono gli italiani che usano il Dab+Nel documento inviato al Governo si evidenziano le risultanze di un’indagine condotta nel 2024 da Gfk Italia secondo cui risultano in uso solo 14 milioni di ricevitori Dab+ installati principalmente su autovetture e mezzi commerciali, corrispondenti a circa il 35% del parco auto privato italiano, che conta più o meno 40 milioni di veicoli. È emerso inoltre che l’81% dei possessori di autoradio Dab+ utilizza la piattaforma spesso in mix con l’FM. Si registra inoltre una significativa crescita dell’offerta di programmi in tecnologia Dab+: una cinquantina i canali nazionali, più del doppio rispetto a quelli disponibili in analogico (FM).Nonostante gli sforzi fatti nel corso degli anni per spingere lo standard Dab+ si rischia dunque l’impasse, a danno dei consumatori ma anche delle aziende del settore e dunque sarebbero a rischio migliaia di posti di lavoro - segnala il Commissario Agcom Massimiliano Capitanio.Il vulnus normativo che mette a rischio la radioMa come si è arrivati a questo punto? Tutto ruota attorno a un vulnus normativo su cui l’Autorità chiede di intervenire con una revisione che consenta di correre ai ripari prima che sia troppo tardi.Nonostante l’Italia sia stato il primo paese ad aver applicato, peraltro in anticipo sui tempi con la legge di Bilancio 2018, quanto poi avrebbe disposto il Codice delle Comunicazioni elettroniche europeo (entrato in vigore il 20 dicembre 2018) introducendo l’obbligo di approvvigionamento di ricevitori autoradio dotati del sistema Dab+ dal 1° giugno 2019, è successivamente che si sono andate a creare le criticità: nel mirino il decreto legislativo 259 del mese di agosto 2023 relativamente all’interoperabilità dei ricevitori autoradio e dei ricevitori radio di consumo (disciplinata dall’articolo 98-vicies sexies e dall’Allegato 11 del Codice delle comunicazioni elettroniche). La normativa vigente impone l’obbligo di un sintonizzatore Dab+ solo nei veicoli dotati di autoradio.“Di conseguenza, i veicoli in cui sia assente l’autoradio tradizionale non rientrano formalmente nel campo di applicazione della norma e, pertanto, non sono soggetti all’obbligo di installare un ricevitore Dab+”, si legge nella relazione inviata al Governo in cui si evidenzia un vero e proprio paradosso considerato che lo spirito e l’obiettivo della norma è invece quello di favorire la diffusione dei ricevitori Dab+ nei veicoli in circolazione per incentivare lo sviluppo della radiodiffusione digitale terrestre e nel rispetto della neutralità tecnologica.In sintesi l’Autorità evidenzia “la necessità di rafforzare la normativa vigente, mediante la possibile estensione dell’obbligo di dotazione del ricevitore radio digitale, attualmente limitato ai veicoli dotati di tradizionali ricevitori autoradio, a tutti i veicoli dotati di un dispositivo di ricezione di contenuti audio, inclusi i sistemi di infotainment delle moderne auto connesse tramite banda larga”. Insomma serve la garanzia che su tutte le autovetture siano veicolate tutte le frequenze radio.Android Auto e Apple CarPlay pigliatutto?E ci sarebbe anche un’altra importante questione da sanare: secondo l’associazione Mave (Media Audiovisivi Europei) e Consultmedia nelle auto dotate dei sistemi Android Auto ed Apple CarPlay (e Samsung si prepara al lancio di Samsung Auto) si creerebbe una sorta di automatica “emarginazione” del ricevitore radio poiché i sistemi in questione di avviano in automatico all’accensione dell’auto. Di qui la richiesta di obbligare la preinstallazione su tutti i veicoli di almeno un aggregatore di flussi streaming radiofonici ad accesso libero per lasciare all’utente la possibilità di attivare la modalità di ascolto preferita.