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Ultimo aggiornamento: 8:07
Non hanno ancora fatto il loro debutto alle Olimpiadi Milano-Cortina, ma sono già diventati virali. Prima prendono la metro come comuni turisti impazienti di vedere Piazza Duomo, due giorni dopo le star multimilionarie dell’hockey canadese decidono di lasciare il villaggio olimpico per trasferirsi in un hotel a cinque stelle.
Questione di privacy e confort, soprattutto se c’è in palio una medaglia da vincere. “Non credo che lo stiamo facendo per offendere nessuno. Lo standard del villaggio è elevato. Vogliamo semplicemente vincere medaglie d’oro e stiamo creando le migliori condizioni possibili per noi stessi”. Parola di Logan Thompson, portiere della formazione targata NHL.
“Ma c’è un anche un contro. Il villaggio crea atmosfera olimpica e lasciarlo rischia di creare una ‘bolla nella bolla’”. Così in poche ore, quelli che hanno fatto di tutto per assomigliare a normalissimi pendolari non hanno resistito al richiamo della comodità. Un luogo più sicuro, ma soprattutto lontano dal caos e dalla baraonda mediatica. Lo stesso era accaduto anche a Parigi, durante i Giochi Olimpici estivi nel 2024. Due anni fa, infatti la nazionale di basket USA maschile e femminile aveva preferito un lussuoso hotel da 800 stanze nel centro città, con un investimento di circa 15 milioni di dollari per garantire sicurezza e tranquillità ai propri atleti. Insomma, consuetudine che ormai si ripete a ogni evento.










