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Il Tribunale di Bologna riconosce la protezione a un bangladese solo ventiquattro ore dopo l'approvazione del ddl immigrazione

Come volevasi dimostrare. Il governo prova a arginare gli arrivi di migranti senza diritto d'asilo con un disegno di legge che anticipa la legislazione europea e ipotizza il "blocco navale" e le espulsioni rapide di chi si vede respinto lo status di rifugiato, la magistratura risponde allargando questi diritti a dismisura con la solita giurisprudenza creativa. Nessuno pensava che le nuove misure contro l'immigrazione clandestina avrebbero trovato terreno fertile nelle aule di tribunale solo perché scritte di concerto con l'Unione europea, la decisione di ieri del tribunale di Bologna ne è la prima, sostanziale conferma.

I giudici hanno infatti riconosciuto la cosiddetta "protezione sussidiaria" a un trentenne proveniente dal Bangladesh (oggi nella lista Ue dei "Paesi sicuri") la cui vicenda aveva innescato nell'ottobre del 2024 una guerra di carte bollate tra Palazzo Chigi e il giudice Marco Gattuso (con tanto di coda polemica al Csm) planata infine alla Corte di Giustizia europea. Secondo i giudici bolognesi, se l'uomo fosse espulso in patria rischierebbe "trattamenti degradanti".