Vincere aiuta a vincere ed il successo casalingo sulla Scozia, nella prima partita del Sei Nazioni 2026, ha inoculato nelle vene degli azzurri un potente anticorpo per affrontare le prossime sfide.

A cominciare da quella, difficilissima, che attende i ragazzi del ct, Gonzalo Quesada, a Dublino, sabato, contro l'Irlanda. Un appuntamento che é già storico: per la prima volta una donna, la scozzese Hollie Davidson, 33 anni, dirigerà un incontro del Sei Nazioni maschile.

L'Aviva Stadium é una delle sedi più difficili per gli Azzurri, almeno a scorrere i precedenti. Irlanda e Italia si sono affrontate 38 volte in partite ufficiali, con 34 vittorie degli 'Shamrocks' contro quattro, solo una delle quali nel Sei Nazioni, risalente al 2013, all'Olimpico. A Dublino, invece, gli Azzurri hanno vinto una sola volta, nel 1997, ma mai nel prestigioso torneo. Quesada ha affidato a Lorenzo Pani il ruolo di estremo. E' l'unica modifica di rilievo - oltre allo spostamento di Leonardo Marin nel ruolo di centro in coppia con Tommaso Menoncello - rispetto al 15 che ha battuto la Scozia. In conferenza stampa il tecnico argentino non ha nascosto la sorpresa nel vedere Jamison Gibson-Park fuori dai titolari dell'Irlanda. Dal punto di vista azzurro, l'obiettivo è duplice: reggere l'impatto fisico di una partita che sarà durissima nello scontro tra gli avanti e non farsi travolgere dal gioco al piede. La scelta di Pani estremo Quesada l'ha spiegata partendo da un dato: "L'Irlanda è la squadra che calcia più nel mondo e quella che recupera anche più calci, sono i numeri uno in questo settore".