"Adesso abbiamo qui un colore stupendo, intensissimo, senza vento, che fa proprio al caso mio.

Un sole, una luce che, in mancanza di una parola migliore, posso solo chiamare gialla - giallo pallido di zolfo, giallo pallido di limone, oro. Com'è bello il giallo!". Così scriveva Vincent Van Gogh al fratello Theo da Arles, nel sud della Francia, dove finalmente aveva trovato il colore che cercava: il giallo lucente dei campi di grano, quello dorato dei girasoli; in una parola la tonalità che lo rese famoso in tutto il mondo, il 'giallo Van Gogh'.

Ed è proprio partendo dall'iconica tela dei Girasoli del 1889 e dal suo giallo intenso che il Van Gogh Museum di Amsterdam ospita la mostra 'Yellow. Beyond Van Gogh's Colour', aperta al pubblico dal 13 febbraio al 17 maggio, per esplorare il ruolo del giallo nell'arte e nei diversi linguaggi creativi tra pittura, simbolismo e installazioni immersive. L'esposizione riunisce una cinquantina di opere e oggetti databili tra il 1850 e il 1915, partendo dalle tele di Van Gogh e arrivando ai lavori di più di quindici altri artisti e spiriti affini, tra cui Marc Chagall, Wassily Kandinsky, Hilma af Klint, Édouard Manet e William Turner. Per ogni artista il colore giallo ha un significato ben preciso: per Kandinsky ha un carattere musicale, energetico e quasi invadente; per Af Klint rappresenta la crescita interiore; per Turner è veicolo di intensità emotiva; per Olafur Eliasson è un suono nello spazio.