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L'obiettivo è quello di migliorare il recupero dei crediti, riducendo la mole dei provvedimenti

Come noto, il problema delle cartelle esattoriali per il Fisco è legato all'esigua quantità di crediti che si riescono concretamente a recuperare, tanto da generare, tra indagini e invii di notifiche, delle spese extra difficili da ammortizzare: ecco perché, piuttosto che puntare sulla quantità dei provvedimenti di pignoramento, l'Agenzia delle Entrate mira a ottimizzarli. Sono un esempio concreto i dati del 2024, con l'avvio di 600mila pignoramenti di cui solo il 23% andato a buon fine, con un incasso totale di 1,3 miliardi di euro.

Come sarà possibile rendere più concrete le possibilità di incasso scremando quelle destinate a non concludersi positivamente? La chiave potrebbero essere le fatture elettroniche, che racchiudono informazioni preziose in grado di fornire utili elementi di indagine agli uffici della Riscossione. Grazie ad esse, accessibili al Fisco con un provvedimento inserito nell'ultima Legge di Bilancio, sarà possibile per gli inquirenti intercettare i crediti commerciali dei morosi prima che vengano concretamente incassati, andando così a rendere più efficace il pignoramento presso terzi.