Roma, 12 feb. (askanews) – La sintesi più efficace si trova sul luogo del delitto: “Ma che curling fanno al Pd?”. Sui social impazzano i commenti all’ultimo video postato sui canali del partito – e sparito in nottata, ma il danno era già fatto – per la campagna a sostegno delle ragioni del No al referendum sulla giustizia. In pratica, uno spezzone della gara dei due azzurri campioni di curling, Amos Mosaner e Stefania Costantini, “a loro insaputa” testimonial per il No. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio si dice “sbalordito”, i due atleti chiedono e ottengono la rimozione del post da ogni dove, il centrodestra grida allo scandalo. E non è nemmeno la prima volta.
Una settimana fa, sempre per questa benedetta campagna del No alla riforma Nordio, un altro video ha scatenato un putiferio nel centrosinistra, perchè accostava chi vota Sì al referendum a CasaPound (“Loro votano Sì, noi difendiamo la Costituzione”, lo slogan), postando su Facebook il video di un’adunata fascista, scandita da urla “presente” e da saluti romani. Peccato che una parte del Pd si sia esposta dichiarando di votare Sì, peccato che siano per il Sì ex parlamentari e costituzionalisti Dem (Stefano Ceccanti), padri fondatori del partito (Cesare Salvi, Enrico Morando, per fare due nomi), l’ex presidente della Consulta Augusto Barbera, sempre molto ascoltato a sinistra, la vice presidente Dem del Parlamento europeo Pina Picierno, che ha definito “insultante e svilente” la linea comunicativa che assimila al fascismo chi voterà Sì.










