Pare che i libri scolastici dovranno essere aggiornati. Perché oggi, dopo cinquant’anni, è stato evidenziato che Giove è leggermente più piccolo di quanto stimato in precedenza: circa otto chilometri meno largo all'equatore e 24 chilometri più piatto ai poli. A effettuare la scoperta i ricercatori del Weizmann Institute of Science, in Israele, che hanno guidato un team internazionale di esperti provenienti da Italia, Stati Uniti, Francia, Svizzera e pubblicato i risultati su Nature Astronomy.
Le misurazioni storiche
Tutto iniziò negli anni Settanta, quando la National Aeronautics and Space Administration (Nasa) inviò oltre l’orbita terrestre le sonde spaziali Pioneer 10 e 11 e, poco dopo, Voyager 1 e 2: missioni progettate per sorvolare alcuni pianeti, trasmettendo alla Terra i dati rilevati.
Nel momento in cui questi veicoli si trovarono a transitare dietro il pianeta più grande del sistema solare, si osservò che il segnale radio inviato verso le antenne terrestri veniva leggermente deviato e rallentato dall’atmosfera gioviana.
Analizzando sei variazioni di questo tipo (le cosiddette occultazioni radio), gli scienziati poterono stabilire dove fissare convenzionalmente il bordo del pianeta, determinandone, quindi, dimensioni e forma.






