Ci sono ricercatori, in Brasile, che per lavoro si sono messi a fare il pane, e hanno provato e valutato scientificamente diverse ricette. La variabile principale? Il contenuto di un prodotto di scarto dell’industria alimentare: la farina di semi di girasole. Perché? Volevamo capire se era possibile usarla per sostituire parte delle farine tradizionali e ottimizzare così lo sfruttamento delle risorse, in questo caso dei semi di girasole. A raccontare tutto questo, analizzando qualità di molliche, crosta, aspetto delle fette, e contenuto nutrizionale, sono stati alcuni scienziati sulle pagine della rivista ACS Food Science & Technology. I tentativi culinari dei ricercatori però non erano mossi solo da ragioni ambientali, come spiegano: da un lato volevano sì ridurre gli sprechi, incoraggiando strategie di economia circolare, dall’altro però volevano anche provare a realizzare un pane ricco di proteine, di minerali, calcio e antiossidanti: nutrienti di cui è ricca la farina di semi di girasole.

Un trend, quello dei pani ricchi di proteine (e in generale di cibi arricchiti di proteine) ben consolidato e che ha portato recentemente alla diffusione di ricette come quelle dei pani realizzati con farine di legumi o legumi secchi ridotti in poltiglia che spopolano in rete. Tornando al lavoro del team brasiliano, i ricercatori hanno testato ricette con percentuali variabili di farina di semi, nello specifico dal 10% al 60% rispetto alla quantità di farina di grano, insieme a lievito, acqua e un pochino di olio.