Roma, 16 ott. (askanews) – Parte con 700 ettari la semina della prima varietà di grano duro specificamente selezionato per la coltivazione biologica e presto si potrà cucinare la pasta prodotta con la varietà “Inizio”, frutto della ricerca scientifica della Fondazione Seminare il Futuro in collaborazione con il Crea di Foggia, resa possibile da NaturaSì e dalla cooperativa Gino Girolomoni.
Il seme certificato della varietà “Inizio” darà vita a una pianta capace di adattarsi bene a condizioni di coltivazione più naturali e meno dipendenti dagli input chimici. “È una pianta più alta – spiega Federica Bigongiali, direttrice della Fondazione ‘Seminare il Futuro’ – Quest’anno, per la prima volta, siamo riusciti a metterlo in produzione: resiste all’allettamento e riesce a competere meglio con le erbe infestanti. Grazie al suo apparato radicale ben sviluppato, riesce ad assorbire in modo efficiente i nutrienti presenti nel suolo, crescendo vigorosamente anche senza concimazioni azotate. Inoltre, mostra una buona tolleranza ai principali parassiti e alle malattie più comuni dei cereali”.
“Inizio” rappresenta il coronamento di un percorso di ricerca iniziato nel 2016. Recentemente iscritto al registro nazionale delle varietà, questo grano duro è stato selezionato per rispondere alle specifiche esigenze dell’agricoltura biologica, con caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto ad affrontare le sfide dei cambiamenti climatici.






