Livigno(So), 12 feb. (askanews) – “Non è una questione di messaggi, è una questione di regole e regolamenti. In questo caso, sul campo di gara, dobbiamo essere in grado di mantenere un ambiente sicuro per tutti, e purtroppo questo significa che non è consentito alcun messaggio”. Così la presidente del Cio, Kirsty Coventry, sul caso dello skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych, squalificato per la sua intenzione di indossare nella gara olimpica di stamani un elmetto che riproduce i volti degli atleti connazionali uccisi durante la guerra. Coventry stamani a Cortina ha incontrato l’atleta e suo padre Mykhailo per cercare una soluzione sulla questione, ma non è stato possibile.

“Come avete visto tutti negli ultimi giorni, abbiamo permesso a Vladyslav di usare il casco in allenamento. Nessuno, soprattutto io, è in disaccordo con questo messaggio. È un potente messaggio di ricordo, di memoria, e nessuno è in disaccordo. La sfida che stiamo affrontando è che volevamo trovare una soluzione solo per il campo di gara. So che è molto veloce, quindi per soli due minuti non avrebbe indossato il casco sul campo di gara” ha spiegato Coventry.

“Quello che volevo proporre e che ho proposto a lui stamattina e a suo padre era che potessimo trovare dei modi, perché anche lui ha detto che quando scende” l’imamgine sul casco “non si vede bene, quindi ho detto ok, in base a questo, potremmo trovare una soluzione per rendere omaggio al suo messaggio, al suo casco prima della gara. Poi non appena finito di gareggiare, entrando nella zona mista, si possono vedere le foto, perché ha perfettamente ragione, sarebbero sfocate durante la discesa, quindi potremmo trovare un’altra soluzione per onorare i ricordi in modo meraviglioso? Purtroppo non siamo riusciti a trovare una soluzione. Volevo davvero vederlo gareggiare oggi. È stata una mattinata emozionante” ha concluso.