Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Urla, spintoni e accuse all'arrivo dei gestori del discobar Le Constellation dove un rogo ha causato decine di vittime e feriti la notte di Capodanno
"Dov'è mio figlio? Come mangiate? Come respirate? Mio figlio dov'è?"". È la domanda, retorica e disperata, rivolta dalla mamma di un ragazzo morto nella strage di Crans-Montana, ai coniugi Jacques e Jessica Moretti, al loro arrivo nell'aula universitaria dove si tiene il loro interrogatorio.
Spintoni, urla e accuse. "Siete la mafia, avete pagato 200 mila franchi ed è finita!", ha detto la donna cui il proprietario del Constellation ha replicato: "No, non c'è mafia, sono un lavoratore". "Mi dispiace, mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia", ha aggiunto Moretti. Gli indagati proprietari del discobar teatro della strage di Capodanno sono arrivati scortati dalla polizia e accompagnati dai loro avvocati, ma la situazione è sfuggita di mano e i familiari presenti, meno di una decina, si sono avventati contro di loro.






