Tra i regali per compleanni, feste, matrimoni fioccano sempre più spesso i bonifici bancari, soldi immediati che genitori, nonni, zii elargiscono sul conto corrente di un familiare.
Quello che può sembrare un gesto naturale tramite uno strumento di pagamento digitale che ha ormai soppiantato la tradizionale busta con i contanti, agli occhi del Fisco potrebbe indicare, al contrario, una potenziale “spia” di redditi non dichiarati, finanziamenti occulti. Ecco quali precauzioni adottare per evitare amare sorprese.
Stando alle norme attuali sulle indagini finanziarie, spetta all’Agenzia delle Entrate vagliare nel dettaglio le transazioni bancarie sospette. Dai bonifici ai versamenti e ai prelievi: ogni movimento di denaro potrebbe potenzialmente derivare da fonti occulte in base al principio della presunzione legale relativa e solo un chiarimento reso dal contribuente all’ente di riscossione tramite prova documentata può diradare il dubbio.
Sul principio della presunzione legale relativa si è più volte espressa la Corte di Cassazione che ha ribadito come a prevalere debba essere sempre l'accertamento concreto dei fatti. Spetta in ogni caso al contribuente dimostrare con documentazione coerente l'origine delle somme ricevute.






