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Ultimo aggiornamento: 9:10

La legge non pone limiti agli importi che possono essere trasferiti tramite bonifico a un parente. In alcuni casi un’operazione di questo tipo può però aprire la strada a controlli fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate può effettuare e far scattare obblighi antiriciclaggio.

Quando vengono trasferiti importi tra un familiare e l’altro sono tre i rischi che si possono concretizzare e che è necessario tenere bene a mente nel momento in cui si procede: la presunzione di reddito non dichiarato, una donazione di non modico valore e la segnalazione antiriciclaggio.

Attraverso l’Anagrafe dei Conti l’Agenzia delle Entrate riesce a monitorare costantemente la posizione bancaria di ogni singolo contribuente. Nel momento in cui dovesse arrivare un bonifico senza giustificazione chiara, presume che quel denaro sia un reddito non dichiarato, sul quale è necessario applicare l’Irpef. Onde evitare di trovarsi a giustificare un bonifico arrivato da parente è sempre opportuno utilizzare una causale specifica, che possa far comprendere chiaramente quale sia la provenienza del denaro. Si possono utilizzare formule come: “regalo di compleanno”, “prestito infruttifero per acquisto auto”, “contributo spese universitarie“.