Nel 2026 entrano in gioco nuovi fattori che possono far scattare un accertamento fiscale direttamente sul tuo conto corrente, rendendo molto più stretto il legame tra flussi finanziari e dichiarazioni fiscali. È in questo contesto che cambia definitivamente la strategia dell’Agenzia delle Entrate, che abbandona i controlli generalizzati per puntare su verifiche selettive e ad alto rendimento. Grazie alle analisi di Sogei, il Fisco incrocia oggi circa 200 banche dati per individuare i contribuenti con profili di rischio elevato, utilizzando come bussola lo score di affidabilità fiscale basato sugli ISA.
Ogni titolare di partita IVA riceve un punteggio da 1 a 10. Con un valore pari o superiore a 8 si entra in un circuito premiale che riduce i tempi di accertamento, limita i controlli preventivi e consente di compensare crediti IVA fino a 70.000 euro senza visto di conformità. Scendere sotto 6, invece, comporta l’inserimento automatico nelle liste dei soggetti da verificare.
Un voto basso non equivale a una prova di evasione, ma è un segnale che l’algoritmo non ignora. Il sistema analizza oltre 1.100 codici attività, mettendo in relazione dati contabili, struttura dell’impresa e territorio. Così può emergere, ad esempio, se un’attività con alti costi di affitto e personale dichiara ricavi incompatibili con la zona in cui opera.






