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Vittorio Feltri ricorda il direttore che inventò il tabloid italiano. Sul quale esce un bel film
Mi sono commosso, e non mi succede spesso, durante la visione del documentario Tabloid all'italiana. Nino Nutrizio e La sua Notte. Lo ha realizzato Cristina Nutrizio e lo trasmetterà Sky Arte. Devo molto, se non tutto, a Nutrizio. Fu lui a darmi un'occasione in un giornale davvero importante. Non dimentichiamo che La Notte vendeva 250mila copie, ed era letteralmente un'invenzione di Nutrizio. Mentre lavoravo all'Eco di Bergamo, venni a sapere che il corrispondente da Bergamo della Notte aveva lasciato il suo posto. Tentai la sorte e chiesi a Nino Nutrizio, direttore della Notte, di assumermi. Nutrizio incuteva timore e dava del "voi". Era il 1968, mi recai a Milano, in piazza Cavour, nel Palazzo dell'Informazione che un tempo ospitava il Popolo d'Italia, il giornale di Benito Mussolini. Mi accolse con un discorso agghiacciante e indimenticabile. Posso recitarlo parola per parola: "Se L'Eco di Bergamo, il peggior giornale del mondo, non vi ha ancora assunto, mi viene il sospetto che voi siate cretino. Vi terrò in prova tre mesi. Se vi dimostrerete all'altezza, e lo ritengo assai improbabile, sarete assunto. Altrimenti tornerete a fare il collaboratore all'Eco, nell'interesse vostro e soprattutto nostro". In ottobre cominciai. Dalla Notte sono passati molti giornalisti già affermati o destinati al successo: Enzo Biagi, Carlo Rossella, Vittorio Zucconi, Natalia Aspesi, Guido Gerosa, Pier Boselli, Morando Morandini. Era uno squadrone, e io ero l'ultimo arrivato.






