Un fiore all’occhiello della cultura italiana che fa bene a tutto il Paese: ne è convinto Massimo Biscardi, che da un anno guida l’Accademia nazionale di Santa Cecilia di Roma, con i suoi 500 anni di storia una delle più importanti fondazioni lirico-sinfoniche italiane, molto conosciuta e apprezzata anche all’estero, come dimostrano non solo il numero di tournée in altri Paesi e il loro successo, ma anche un importante riconoscimento arrivato alcuni giorni fa dalla rivista inglese «Bachtrack».

Il magazine (che analizza l’attività delle maggiori istituzioni musicali in tutto il mondo) ha infatti collocato l’Orchestra dell’Accademia al sesto posto nella classifica internazionale delle principali orchestre per numero di Paesi visitati in tournée e le ha assegnato il settimo posto per numero complessivo di concerti e produzioni. «Credo sia importante anche per l’Italia il fatto che ci siano realtà come l’Accademia o la Scala di Milano che compaiono nei cartelloni dei più grandi teatri del mondo, grazie alla qualità e alla fama delle loro produzioni», dice Biscardi, che dell’Accademia è presidente, sovrintendente e direttore artistico.

Attività all’estero strategiche

«Perciò - aggiunge - Santa Cecilia deve continuare su questa strada e, anzi, sviluppare ulteriormente l’e attività all’estero». Nel 2025 sono stati 29 i concerti realizzati fuori sede, in crescita rispetto alle 24 tappe del 2023 e alle 27 del 2024, con tre grandi tournée che hanno portato l’Orchestra e il direttore musicale Daniel Harding in diversi Paesi tra Europa e Asia. Oltre 35mila gli spettatori nelle 21 tappe europee e circa 19mila in quelle asiatiche, con sette concerti «sold out».