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12 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:08

“Anche dopo essermi ritirata, quando sentivo una canzone alla radio, mi immaginavo di pattinare. È una cosa che non ti lascia mai”. Un terribile infortunio all’anca l’ha costretta a buttare i pattini in uno di quegli scatoloni dello scantinato che si sa che non apriremo mai più; l’ha costretta a fare i conti con la realtà, il dolore tremendo, e a rinunciare al sogno più grande della sua vita, quello che annunciava candidamente, giovanissima, in un’intervista semi-amatoriale a metà anni Novanta: “Ciò che desidero? Partecipare alle Olimpiadi e ai Mondiali. E diventare senior entro il 2002″.

Deanna Stellato-Dudek, statunitense con padre emigrato dall’Italia, è nata nel 1983. A cavallo col nuovo Millennio è una delle giovani pattinatrici in singolo più promettenti che ci siano. Vince l’oro nella finale di Gran Prix Junior, poi l’argento al Campionato mondiale junior a 17 anni. “Ho iniziato a 5 anni, letteralmente accanto a casa c’era una pista di pattinaggio. I miei genitori avevano iscritto mio fratello maggiore alla squadra di hockey. Poi iscrissero anche me nella squadra di pattinaggio artistico. Due piccioni con una fava”. Le Olimpiadi di casa, Salt Lake City 2002, sono a un passo, ma è proprio da quell’allenamento – sportivamente tragico – che pur non essendone consapevole, inizia la sua storia di riscatto (“la fiaba”, dirà qualcuno): provando un doppio axel, sente qualcosa rompersi, è il flessore dell’anca. Da quel momento, il dolore non le permette più di allenarsi. Addio Giochi, addio pattinaggio. Per sempre.