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12 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:07

LECCO – La galleria del monte Piazzo, che scivola inesorabilmente in quel ramo del lago di Como compreso tra Lecco e Colico, costituisce una minaccia incombente per la Valtellina. Se crollerà fino a diventare impraticabile, il traffico lungo la statale 36 che porta da Milano e Como fino a Sondrio, e quindi verso le montagne, verrà interrotto. Non si tratta di un’eventualità, ma ormai di una certezza, anche se il fine vita della strada più frequentata della Lombardia, con un traffico di 80mila veicoli al giorno, è fissato a una quindicina di anni. Una sorte ineluttabile? La domanda è ancora più stridente se si pensa che per le Olimpiadi invernali 2026 ci si è limitati a un maquillage, che per quanto impegnativo e costoso è servito solo a tamponare parzialmente la situazione per evitare guai peggiori durante il passaggio di pubblico, atleti e tecnici. Ma non ha risolto il problema, visto che servirebbe una galleria completamente nuova, più a monte, in modo da evitare gli effetti letali della frana.

Il “Consolidamento della galleria ‘Monte Piazzo’” è entrato nel primo dossier degli interventi essenziali per le Olimpiadi, contenuto nel decreto della presidenza del consiglio dei ministri (governo Draghi) del 26 settembre 2022. In quel documento era indicata l’Anas quale soggetto attuatore, mentre l’importo dei lavori era fissato in 44 milioni di euro, di cui 25 milioni già stanziati e 19 milioni di “ulteriore necessità”. Un anno dopo (settembre 2023) il governo Meloni aveva preparato l’elenco definitivo, indicando una somma complessiva già cresciuta a 55 milioni 293 mila euro. Più ci si è avvicinati alle Olimpiadi, più ci si è resi conto che Società Infrastrutture Milano Cortina (Simico), controllata dal ministero delle Infrastrutture, non era in grado di far fronte a quell’impegno.