Non è lusso aristocratico o peccato delle anime pigre, che Dante nel Purgatorio costringe a muoversi in continuazione per contrappasso, il sonnellino pomeridiano è il segreto del viver bene, ottimo per il cuore e la mente. Lo dice la scienza, spiega The Economist, che riabilita quella che Winston Churchill chiamava la «controra», il suo intoccabile rito dopo pranzo e un whisky e soda, che gli permetteva di lavorare fino alle ore piccole.

L’ex Primo Ministro britannico sosteneva che questo «oblio benedetto» rinnovasse le sue forze vitali, permettendogli di svolgere un giorno e mezzo di lavoro in 24 ore.

Nella società che ci vuole veloci come lepri, risucchiata dal vortice dell’urgenza e dalla smania di riempire ogni secondo, la neuroscienza che legittima il sonnellino pomeridiano rischia di apparire sovversivo.

Eppure il “power nap”, quel breve riposo, compreso tra i dieci e i trenta minuti, se fatto regolarmente, riduce del 37% il rischio di mortalità per malattie cardiache, secondo uno studio dell’Harward School of Public Health. L’abitudine alla (tanto demonizzata) pennichella rallenterebbe pure il restringimento del cervello dovuto all’età, aggiungendo virtualmente annidi salute cognitiva, oltre a regalare un’immediata energia, attenzione e capacità di concentrazione.