Il libro di Deborah Dirani racconta la storia dell’impresa Acrobatica parlando di amore, di dolore, di scelte folli ma anche vincenti, che hanno caratterizzato la vita dei protagonisti, un uomo e una donna capaci di costruire insieme qualcosa di unico e rivoluzionario.

Tutto comincia per caso, in una sera d’estate di oltre trent’anni fa, quando un giovane skipper si cala da un tetto con una fune per aiutare un amico. Non ha idea di come si ripari una grondaia: sa usare le funi, certo, ma il suo elemento è l’acqua, non l’aria. Eppure decide di provarci, perché mettersi in gioco gli piace, buttarsi con entusiasmo è ciò che gli riesce meglio. È un ragazzo determinato e pieno di sogni, per qualcuno incostante, adesso diremmo visionario.

Perché proprio da questo tentativo folle e improvvisato nasce una visione: l’edilizia su fune, l’edilizia di Acrobatica, azienda fondata da Riccardo Iovino e oggi guidata da Anna Marras, sua compagna di vita e d’impresa.

In questo libro, che ripercorre i trentun anni di vita dell’azienda, c’è molto più della storia di un gruppo che oggi conta oltre tremila persone su due continenti: c’è soprattutto la storia di un grande amore, di un uomo e una donna che insieme hanno deciso di costruire qualcosa di grande, unico e rivoluzionario. Qualcosa capace di sopravvivere a tutto: ai guai, agli agguati, ai tradimenti e perfino alla morte.