Gli Stati Uniti chiederanno ad Hamas di consegnare tutte le armi in grado di colpire Israele, ma consentiranno al gruppo di conservarne alcune leggere, almeno inizialmente. Lo rivela il New York Times dopo aver preso visione di una bozza del piano del Board of peace per Gaza.
Un team guidato dal genero di Donald Trump, Jared Kushner, e l’inviato speciale Steve Witkoff intende presentare il documento ad Hamas entro poche settimane. La bozza è in linea con una serie di principi discussi pubblicamente dai negoziatori Usa. Il mese scorso a Davos Kushner ha presentato i prossimi passi per la demilitarizzazione di Gaza, affermando che le «armi pesanti» di Hamas sarebbero state «deposte immediatamente» ma che quelle «personali» sarebbero state «registrate e dismesse» in un secondo momento, quando la nuova amministrazione palestinese si farà carico della sicurezza della Striscia.
Non è chiaro quali armi si intenda con «personali» ma è improbabile che Israele ritiri le sue truppe dall’enclave prima che Hamas e altri gruppi militanti depongano tutte le armi. Senza la smilitarizzazione, sarà difficile per il Board of Peace di Trump attuare i prossimi passi del piano in 20 punti.
Arriva la risposta del gruppo armato palestinese. Osama Hamdan, uno dei leader di Hamas, ha dichiarato che Hamas è pronta ad aderire al piano per la pace a Gaza di Donald Trump sostenendo il Comitato di tecnocrati palestinesi ma ha ribadito il rifiuto a disarmarsi. «Sosterremo i tecnocrati palestinesi. Daremo loro il controllo di 10mila agenti di polizia nella Striscia di Gaza», ha dichiarato Hamdan, in un’intervista all’emittente di servizio pubblico norvegese, Nrk. Ma «manterremo le milizie», ha dichiarato Hamdan, in disaccordo con la richiesta degli americani.







