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11 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:56

Avevano “sfidato” il governo, in particolare i parlamentari della Lega, con un emendamento per fermare l’invio di armi a Kiev. Alla fine, però, i tre deputati che hanno seguito Roberto Vannacci nel suo nuovo partito Futuro Nazionale, votano Sì alla fiducia al governo, posta sul decreto che proroga l’invio di nuove forniture ed equipaggiamenti militari all’Ucraina. A Montecitorio il provvedimento passa con 207 voti favorevoli, 119 contrari e 4 astenuti. Il governo aveva posto la fiducia proprio per impedire che si votasse l’emendamento dei vannacciani: ““Non è un modo per scappare da una crisi interna, ma semmai di evidenziarla ancora di più”, ha dichiarato in Aula il ministro della Difesa, Guido Crosetto motivando così la decisione.

Ad annunciare il Sì di Emanuele Pozzolo e dei due ex leghisti Rossano Sasso e Edoardo Ziello è stato lo stesso generale: “Voteremo a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di Destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare“. Così Vannacci – dopo avere definito Matteo Salvini un “traditore” perché “su armi a Kiev e legge Fornero si mette in posizione prona“ – dà indicazione ai tre deputati di votare a favore. “Non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità”, dice l’ex paracadutista che si limita a indicare ai suoi di mantenere gli ordini del giorno che contengono l’impegno ad interrompere le forniture di armi a Zelensky.