Cortocircuito totale sull'Ucraina nel Parlamento italiano. Non nella maggioranza, che vota la fiducia al decreto presentato dal governo. Ma in Futuro Nazionale e nel centrosinistra. Il generale Roberto Vannacci è uscito dalla Lega anche, così ha spiegato prima di fondare il suo movimento, per disaccordi sulla linea da tenere con Kiev. Addirittura aveva dato del "traditore" a Matteo Salvini. Ora però, alla prova del voto alla Camera, i deputati a lui vicini hanno annunciato il voto favorevole al decreto, con un malizioso escamotage politico. Si tratta, ha spiegato lo stesso Vannacci, di un "voto per collocarci a destra".
"Fn vota a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di destra come Futuro nazionale sa bene dove stare", le parole di Vannacci. "Infatti, ho sempre detto che non siamo uno strumento della sinistra che vuole destabilizzare la nazione, a differenza di quanto viene sostenuto da alcuni e lo dimostriamo nei fatti", aggiunge l'europarlamentare, ormai ex leghista. "Manterremo i nostri ordini del giorno che contengono l'impegno a interrompere le forniture di armi, a favore dell'esercito di Zelensky e voteremo, altresì, contro nel voto finale - sottolinea -. Non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l'etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità".












