«Non abbiamo mai avuto sospetti o dubbi su questo uomo che, a parte gli ultimi tempi con qualche piccola scenata, non aveva mai dato segni di squilibrio. E invece..». Ha la voce provata Luigi, il padre della venticinquenne salvata lo scorso 6 febbraio dai carabinieri del Comando provinciale di Sassari, dopo essere stata segregata in casa e seviziata dal compagno di 34 anni per dieci giorni.

Poteva essere una tragedia, l’ennesimo femminicidio, e invece per fortuna sua figlia è stata salvata. Ci racconta come è andata?

«Guardi, parto dalla fine. Le dico solo che quando quella sera siamo arrivati a casa di quell’uomo la prima cosa che ci ha detto quando ci ha visto, dopo che i carabinieri e i vigili del fuoco erano riusciti a entrare, è stata: “Ma ti rendi conto di cosa avete provocato?”».

Di fronte a cosa vi siete trovati?

«Una cosa allucinante entrare in quella casa. Un disordine pazzesco, ha presente quegli accumulatori seriali che riempiono le case? C’erano i due cani che non uscivano da giorni e i bisogni in giro per casa: era pieno».