L'ha tenuta segregata in casa per almeno dieci giorni, l'ha picchiata, torturata e stuprata. Sono le accuse nei confronti di un 35enne di Sassari, fidanzato della vittima, una ragazza di 25 anni salvata venerdì notte dai carabinieri a Sassari.
L'uomo dopo l'arresto in flagranza è comparso davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia e si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’accusa nei confronti dell’uomo è di sequestro di persona, tortura, lesioni personali, maltrattamenti nei confronti di familiari e resistenza a pubblico ufficiale.
I carabinieri sono stati chiamati al 112 dalla madre della ragazza. La donna aveva riferito di essere molto preoccupata perché non riusciva a rintracciare la figlia che probabilmente si trovava a casa del fidanzato. Quando i militari sono riusciti a entrare nell'abitazione, la ragazza era in stato di choc, terrorizzata e ricoperta di lividi. Ha raccontato di essere stata vittima di insulti, botte, bruciature e anche di esser stata sfigurata con dell'acido.
Le attività investigative hanno permesso di appurare che da circa tre mesi la relazione sentimentale tra i due si era incrinata. L'uomo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, scagliava oggetti contro la donna, seviziandola e sottoponendola a umiliazioni di ogni tipo, arrivando addirittura a spegnerle sigarette sull'avambraccio. Nei giorni di segregazione in dieci casa, la ragazza aveva a disposizione pochissimo cibo che l'uomo le concedeva buttandolo sul pavimento sputandoci sopra e calpestandolo.








