Non riesce a raccontare le storie degli altri. 22simba – all’anagrafe Andrea Meazza, classe 2002, da Saronno, in provincia di Varese – scrive solo di ciò che vive, perché le uniche parole che gli riescono davvero sono quelle che nascono dalla sua esperienza. È da questa necessità, quasi viscerale, che prende forma La Cura, in nome di Miria, una rilettura profonda dell’ep che lo ha consacrato nella top cinque dei dischi più venduti. Ogni traccia viene rivista, suonata dal vivo, come se l’artista volesse entrare dentro le canzoni per riscoprirne ogni sfumatura: le melodie si fanno più intime, gli arrangiamenti più caldi e avvolgenti. Con due date evento già attesissime — il 10 maggio al Fabrique di Milano (sold out) e il 14 maggio all’Atlantico di Roma — 22simba si butta totalmente in un capitolo più consapevole del suo percorso, senza perdere quella ruvidità che lo rende, oggi, una delle voci più riconoscibili della sua generazione.

Chi è Miria?

«Miria è una persona che è stata tanto importante nella mia vita, che però non voglio spoilerare troppo. Voglio che venga conosciuta pian piano: è un nome che tornerà ancora nella mia musica, nella mia arte. Voglio dare il tempo a tutti di conoscerla nel modo giusto».