TREVISO - Tutta la città si stringe a Lindsey Vonn, la leggenda statunitense dello sci, ricoverata nella terapia intensiva del Ca’ Foncello per la frattura scomposta della tibia dopo la caduta all’inizio della gara olimpica sulle Tofane a Cortina. Nelle ultime ore le sono stati recapitati mazzi di fiori, lettere e peluche. Alcuni cittadini si sono presentati personalmente nelle fiorerie di Treviso. Altri hanno chiamato dall’estero. La richiesta è sempre la stessa: portare un omaggio a Lindsey.

Il bouquet d'oro di piazza Matteotti ha già ricevuto cinque richieste. Ieri la più clamorosa: un cittadino svizzero ha chiesto di consegnare alla campionessa un super mazzo con 100 rose rosa. Non solo. Un bangladese residente in Germania ha ordinato 3 rose rosse accompagnate da un orsacchiotto di peluche. Tra i trevigiani, un operatore ecologico è entrato martedì in negozio per inviare un piccolo mazzo di fiori a Lindsey. Un altro residente in città ha fatto lo stesso. E poi si è aggiunta una richiesta proveniente da Milano per portarle un mazzo di fiori e un orsacchiotto, con un messaggio di auguri.

«È una vicinanza che colpisce - spiega Joe, titolare della fioreria creativa - le persone vogliono farle sentire tutto il loro amore in questo momento difficile». Le consegne in ospedale non sono sempre state semplici. «Ma poi ho sentito la direzione medica - spiega Joe - ed è stato sistemato tutto». Anche il sindaco Mario Conte ha inviato un mazzo di fiori e un messaggio d’auguri a Lindsey Vonn. La sua lettera sintetizza il pensiero dei trevigiani e di tutti gli appassionati di sport. «Le tue parole, condivise sui social, mi hanno colpito profondamente, così come hanno colpito i miei concittadini e tutti gli appassionati: “Ho osato sognare” - scrive Conte - in questa frase c’è l’essenza dello sport e, insieme, della vita. Hai ricordato a tutti noi che tra una scelta coraggiosa e una caduta può esserci una distanza minima, che il rischio fa parte del percorso di chi decide di mettersi in gioco». «Hai scritto che l’unico vero fallimento è non provarci. È una lezione potente per i giovani, per chi affronta una sfida personale, per chi teme di non farcela - continua - è l’invito ad avere coraggio, a credere in sé stessi, a non rinunciare prima ancora di iniziare. Quella di Treviso è una comunità che si riconosce in questi valori. Per questo oggi ti è ancora più vicina: facciamo il tifo per te».