"Un grande successo del governo italiano". Il ministro degli Interni Matteo Piantedosi celebra così il via libera dell'Europarlamento alle nuove norme sui paesi terzi sicuri in materia di immigrazione. Un semaforo verde che certifica come anche l'Unione europea abbia ormai ufficialmente sposato la linea della premier Giorgia Meloni.
L'Eurocamera ha approvato il primo elenco Ue di paesi di origine sicuri e alle norme che stabiliscono quando un paese non Ue può essere considerato sicuro. Nello specifico, riguardo alla lista dei paesi sicuri, su 652 votanti, hanno votato a favore 408, contro 184, e 60 astenuti. Quanto al concetto di paese terzo sicuro, su 652 votanti, hanno votato sì in 396, in 226 si sono espressi per il no e 30 si sono astenuti.
IMMIGRAZIONE, OK DEL PARLAMENTO UE ALLA LISTA DEI PAESI SICURI: COSA CAMBIA PER L'ALBANIA
Con una maggioranza sostenuta dal Ppe e dalle destre, l'Eurocamera ha dato il via libera definitivo a due modifiche ...
Le norme - concordate in trilogo con il Consiglio - riguardano il trattamento delle domande di asilo e modificano il Patto su migrazione e asilo, adottato dal Parlamento ad aprile 2024 e in vigore dal giugno di quest’anno. Viene istituito il primo elenco comune dell’Ue dei paesi di origine sicuri, che comprende, in linea con la proposta della Commissione, Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia. Ciò consentirà un procedimento accelerato delle domande di asilo presentate dai cittadini di questi paesi.Anche i paesi candidati all’Ue saranno presunti sicuri per i propri cittadini, salvo circostanze specifiche che giustifichino una valutazione diversa, come violenze indiscriminate legate a conflitti armati, un tasso di riconoscimento dell’asilo a livello Ue superiore al 20% o sanzioni per violazioni dei diritti fondamentali. I Paesi Ue manterranno comunque la possibilità di designare ulteriori paesi di origine sicuri a livello nazionale, a eccezione di quelli sospesi dall’elenco Ue. Durante le trattative, i deputati e il Consiglio hanno inoltre deciso che alcune disposizioni sulla designazione nazionale di un paese sicuro e sull’applicazione anticipata delle procedure accelerate alla frontiera potranno entrare in vigore anche prima che la legislazione Ue sull’asilo diventi pienamente applicabile nel giugno 2026. Le norme aggiornate consentiranno agli Stati membri di dichiarare inammissibili le domande di asilo quando i richiedenti abbiano un collegamento con, siano transitati attraverso o possano essere trasferiti in un paese non Ue considerato sicuro, sulla base di accordi bilaterali o a livello dell’Ue con paesi terzi. In base alla nuova legislazione, il ricorso contro una decisione di inammissibilità non sospenderà automaticamente le decisioni di rimpatrio. Il voto chiude la prima lettura del Parlamento europeo. Il testo passa ora subito al Consiglio per l’adozione finale.














