È iniziato a Monza il processo a Emanuela Maccarani, l’ex allenatrice delle Farfalle della ritmica accusata di maltrattamenti da alcune delle ginnaste dell’Accademia di Desio. Prima udienza e prime schermaglie giudiziarie per il caso che negli ultimi quattro anni ha travolto la ritmica agonistica con decine e decine di testimonianze su allenamenti punitivi, diete massacranti, insulti e violenze. Nel 2022 le ex atlete azzurre Anna Basta e Nina Corradini parlarono del “metodo Maccarani” prima sulle pagine di Repubblica, poi in un libro. La voce narrante di Corradini è prima quella di una bambina entusiasta e innamorata dello sport, poi diventata un’adolescente che prova a scappare dal suo stesso sogno. «Calcoli folli su come perdere tre etti, magari sudando dentro a una felpona sotto al sole, saltando la cena o con i lassativi – racconta Corradini Nel libro scritto con Valeria Abate e pubblicato da Rizzoli -. Così tante umiliazioni e insulti da non riuscire nemmeno a metterli in fila e la diagnosi di un disturbo post-traumatico da stress».
Colpevole di “troppo affetto”. Le dimissioni del procuratore della Fgi Dopo quelle accuse e le centinaia di testimonianze arrivate da tutta Italia e raccolte dall’organizzazione Change The Game, il primo procedimento davanti alla giustizia della Federginnastica si era concluso con una semplice ammonizione per Maccarani. Il procuratore federale Michele Rossetti concluse che l’allenatrice aveva peccato di «troppo affetto» per Anna Basta. Nell’agosto 2024 la prima inchiesta in sede penale della Procura di Monza si concluse con un'archiviazione. Pur stigmatizzando la condotta di Maccarani, la procura aveva valutato mancassero gli strumenti per accertarla durante un processo «per via della frammentarietà delle condotte potenzialmente maltrattanti emerse nel corso delle indagini». Il vento però è destinato a cambiare con l'imputazione coatta disposta nei mesi successivi dal gip di Monza Angela Colella. «La pluralità di condotte maltrattanti di natura attiva poste in essere dall'allenatrice ai danni di tutta la squadra - si legge nel dispositivo del giudice - e così pure delle singole atlete di volta in volta prese di mira». Secondo la gip Colella, considerato il rapporto stretto e costante con le giovani atlete in Accademia, l’ex numero uno della ritmica sarebbe invece responsabile di maltrattamenti in famiglia. Maccarani ha sempre rigettato tutte le accuse. A dicembre dello stesso anno Gherardo Tecchi, presidente della Fgi durante tutta la vicenda processuale, annuncia la sua mancata ricandidatura al ruolo e a marzo 2025 viene sostituito da Andrea Facci. Poco dopo le carte dell'inchiesta di Monza hanno rilevato i retroscena del procedimento disciplinare con le pressioni sul procuratore federale, le liste di testimoni vagliate dalla stessa Maccarani. l’ex procuratore federale Rossetti è stato rimosso dal suo incarico dopo la pubblicazione delle intercettazioni in cui aveva apostrofato come «stronze» le due giovani ex azzurre. Nell’udienza di oggi, martedì 10 febbraio, pm Francesca Gentilini, si è discusso delle liste dei testimoni e sono state definite le parti civili. Respinta dal collegio presieduta da Roberto Russo la richiesta degli avvocati di Maccarani di escludere Francesca Meyer, per cui si configura l’ipotesi di violenza assistita e che era minorenne all’epoca dei fatti riportati dalle colleghe. Resta nel processo l’organizzazione Change the Game, non come parte civile ma in qualità di persona offesa. «È un buon inizio per un processo che sarà senza dubbio complicato, dove noi porteremo un autentico impegno e la nostra esperienza ormai pluriennale nella lotta a ogni forma di violenza e abuso nello sport – chiosa la presidente Daniela Simonetti –. Possiamo restare nel processo e continuare a sostenere le ragazze, sgombrando il campo da ogni possibile interesse economico della nostra organizzazione. Andiamo avanti come sempre».








