Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

10 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:55

È subito battaglia alla prima udienza a Monza del processo che vede sul banco degli imputati Emanuela Maccarani, accusata di maltrattamenti e vessazioni morali sulle giovani stelle della ginnastica ritmica. New entry nelle fila difensive: il pezzo da novanta è una celebrity del Foro di Milano, Federico Cecconi, protagonista nell’assoluzione del suo assistito Silvio Berlusconi nel processo Ruby ter ottenuta – secondo lui – non per un cavillo (come qualcuno aveva malignato) ma per questioni di sostanza. Sarà. Accompagnato da un paio di assistenti, sgargianti calzettoni turchesi con i rombi, a suo modo elegante, calca la scena con autorevolezza e grande self confidence. Al suo fianco la veterana Danila Di Domenico che oggi tace per dare spazio al più celebre collega.

Cecconi fa capire subito di che pasta è fatto: pronti via, chiede la nullità del decreto che dispone il giudizio e la conseguente riformulazione del capo di imputazione, viziato da genericità e indeterminatezza, secondo lui. A seguire il tentativo di ‘fare fuori’ le parti civili, prima Francesca Majer in qualità di vittima di violenza assistita, poi l’associazione ChangeTheGame, già ammessa nell’udienza preliminare. Ancora cavilli per difendere Emanuela Maccarani, poker face di una lunga e grigia mattina in tribunale. Biondissima e algida, imperscrutabile e un po’ torva, si pone come regina che soffre di lesa maestà. Al suo fianco il marito Moreno Buccianti meno composto della moglie. Davanti alle accusatrici, non si trattiene e si lascia andare a risatine inopportune e sguardi in tralice.