Difesa del collega, attacco al governo. Il caso Pucci-Sanremo ha coinvolto anche tanti altri suoi colleghi comici, intervenuti per sostenere la legittimità della satira e la presenza doverosa al Festival dell’attore milanese. Tra questi anche Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Il primo dice: “Tutti a chiedersi: Pucci fa ridere, o no? Nessuno può decidere per gli altri cosa li fa ridere. A me la sua comicità diverte. Il suo sedere nudo annunciando l'invito a Sanremo mi ha fato ridere. La risata è cosa davvero soggettiva. Come ogni comico, anche lui ha il suo stile e il suo linguaggio. Se non ti piace non lo vai a vedere a teatro, oppure cambi canale. Comunque: gliel'ho anche scritto che sbaglia a darla vinta a quattro deficienti su Twitter. E sbagliano ovviamente i politici che si appropriano di queste cose in un ribaltamento dei ruoli. La Presidente del Consiglio che scende in campo in difesa di un comico dopo averne querelato uno... O li difendi o li quereli: decidi”.
Anche Kessisoglu sulla stessa linea: “I colleghi non si toccano. L'unico elemento su cui mi interrogo è quanto e quale peso e potere si dà ai commenti "social". Per quanto mi riguarda è un accadimento sovradimensionato”. Aggiunge, poi, Bizzarri: “Sono troppi i comici che strizzano l'occhio alla politica, che salgono sul palco del loro onorevole preferito, che accettano inviti a convention, manifestazioni e kermesse di partito. Io sullo stesso palco non ci salgo, neanche di uno che mi sta simpatico. Non siamo sullo stesso binario. E poi voglio mantenermi libero di irriderlo quando voglio”.













