Un po’ di uggioso BDSM, un po’ di gonzo reel alla Instagram, catene, mordacchie, corpetti stretti stretti, masturbazioni, eiaculazioni ed erezioni nella nebbia dello Yorkshire. Tutti pronti per le 50 sfumature di Cime tempestose che arriva nei cinema per San Valentino. La versione arbitraria, sterile e svilente del romanzo di Emily Bronte da parte di Emerald Fennell è di quelle operazioni concettualmente “Frankenstein”, sperperatrici di budget ed elegantemente superficiali, che portano a chiedersi perché si sia andato a disturbare un classico letterario per rimasticarlo e tradirlo.
A fine settecento in un paesello dello Yorkshire la piccola Cathy assiste all’impiccagione in pubblica piazza di un uomo e grazie alla folla impazzita si eccita ad intuire nel moribondo appeso un’ultima folgorante erezione. Assieme alla dama di compagnia Nelly torna a casa nell’aspra e selvaggia brughiera di Wuthering Heights, assiste alla solita burbera umoralità paterna, alle ristrettezze economiche del suo seppur reale lignaggio sociale, e all’arrivo di Heathcliff, un trovatello recuperato dal padre dopo alcuni giorni di assenza e sbornia.
Heathcliff e Cathy vivranno spudoratamente felici, come animaletti luridi e irrefrenabili su e giù per prati e rocce, poi crescendo, lei diventa subito la 35enne Margot Robbie (senza un filo di trucco) e lui il 28enne Jacob Elordi con barbona zozza e sguardo truce da contadino a petto nudo modello Babilonia. E pur sentendosi i due indissolubilmente legati nel profondo delle viscere, Cathy sposerà il non proprio aitante ma ricco vicino mister Linton (Shazad Latif) confessando comunque a Nelly (Hong Chau) che nonostante le nozze: “Io sono Heathcliff (…) lui è me stessa più di quanto io lo sia (…) Non so di cosa sono fatte le nostre anime, ma la mia e la sua sono identiche”.













