Ostacolo comunque duro e il tecnico toscano si aggrappa allo spirito mostrato nelle ultime due gare e ai nuovi arrivati a gennaio che hanno rimediato alle dolorose partenze di Guendouzi e Castellanos. Due rinforzi di qualità hanno già colto nel segno e si sono guadagnati una maglia da titolare, Taylor e Maldini. Il primo era un certezza anche prima di arrivare all’inizio di gennaio, il secondo un tentativo di recuperare un talento cristallino che si stava perdendo nel corso degli ultimi anni. Sarri ci lavora dal primo giorno del loro ingresso a Formello, Taylor lo ha schierato a Verona dopo un solo allenamento, mentre sul fantasista sta provando a ritagliargli un ruolo che mai aveva fatto in passato. «Maldini si sta integrando bene - ribadisce l’allenatore della Lazio al termine della gara di domenica - ha fatto buone cose contro la Juve e ha messo i compagni in condizione di essere pericolosi. Stiamo lavorando su di lui come attaccante». Un’idea del comandante che è piaciuta pure al giocatore arrivato insieme all’altro giovane Ratkov, più indietro rispetto al collega di reparto italiano che ha già giocato oltre cento partite in Serie A. Daniel, grazie anche all’amico Rovella, si è inserito subito nel gruppo, si è messo a disposizione e ha fornito due prestazioni convincenti nel tridente d’attacco dando imprevedibilità alla manovra. Forse non è un caso che sono arrivati cinque gol nelle ultime due partite (l’attacco della Lazio resta tredicesimo del campionato con sole 26 reti segnate) pur essendo ancora a secco a livello personale. Su Taylor non c’è mai stato dubbio, «è il più pronto dei nuovi acquisti», spiega Sarri ogni volta che gli capita di parlare del suo nuovo centrocampista con grande capacità di inserimento ma anche in grado di dare un discreto contributo difensivo.