L'Italia sale al nono posto nel ranking mondiale di rugby, l'Irlanda scende al quinto e per entrambe ci sono importanti novità di formazione in vista dello scontro di sabato alle 15,10 a Dublino, nel 2° turno del Sei Nazioni di rugby.
La Nazionale azzurra recupera Ange Capuozzo, Steve Varney, Simone Gesi, ma perde il centro Nacho Brex per motivi familiari. «È un giocatore di grande valore per il gruppo dentro e fuori dal campo - commenta il ct Gonzalo Quesada - ma nella gestione della squadra il lato umano e la famiglia saranno sempre considerati una priorità. Ci siamo confrontati e la decisione presa è la migliore. Per essere focalizzati nel proprio lavoro è importante essere tranquilli: in ogni ambito lavoriamo prima con le persone che con i professionisti». Al posto di Brex possibile ballottaggio fra Marin e Odogwu.
La nazionale irlandese rivede in allenamento il pilone destro veterano Tadgh Furlon, 33 anni, fermo da un mese per problemi al polpaccio. Giovedì la decisione sul suo utilizzo o meno. Ritrova inoltre l'esordiente Bryn Ward, 21 anni, in terza linea. Sono queste le conseguenze della prima giornata e le prospettive per la seconda del Sei Nazioni. Aperto in modo opposto come prestazione e risultati da italiani e irlandesi. Tanto da rendere più concreta un'ambizione azzurra fino a qualche anno fa utopica. Vincere a Dublino per la prima volta nella competizione e per la seconda nella storia, dopo il 37-29 del 4 gennaio 1997 al Landsdowne Road (stadio poi abbattuto), quando giocava l'attuale vice presidente della Fir Paolo Vaccari e c'era un'Irlanda capace di perdere tre sfide consecutive con gli azzurri. Oggi gli irlandesi non sembrano più imbattibili. L'Italia ha trovato continuità di prestazioni e risultati con rivali di alto livello. Un pensierino all'impresa è legittimo farlo.









