Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 8:05
di Marilù Oliva
“Se pensa alla Magia Nera, Magalie ne percepisce in parte l’energia buona, quella costruttiva. Quattro donne ferite dagli eventi che non si vogliono piegare alla rassegnazione comune. Quattro sghembe rivoluzionarie contro i femminicidi. Ne uccidono una un giorno sì e due no, dicono le voci quasi rassegnate, come se non ci fosse soluzione. I poliziotti? Erano stati allertati. Però è successo. Un’altra mamma non crescerà più i suoi bambini. Cosa si fa davvero per cambiare la mentalità? Così le streghe hanno ordito il delitto che ha come vittima un assassino. Cosa credono di fare, di poter ripulire il mondo? Magalie sfoglia i quotidiani di cui ha fatto incetta. Un vendicatore oscuro, recita un titolo gigantesco. Giunta l’ora dei maschicidi, scrive un giornale di estrema destra. Eppure Magalie non si sente in pace. E conosce il motivo. Ne possono anche uccidere dieci, venti, cento, ma ne arriveranno altri mille. Lei che ha fatto della ricerca scientifica l’epicentro della sua vita, sa bene che l’unico modo per contrastare il patriarcato è prevenire e educare alla civiltà”.
Il senso del thriller Via delle streghe è scuotere e sensibilizzare rispetto a una situazione di stallo. Come denuncia l’indagine Istat “Sicurezza delle donne” relativa al 2025, la violenza contro le donne non si arresta: 6 milioni e 400mila (il 31,9%) le donne che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale a partire dai 16 anni di età: il 18,8% (circa 3 milioni e 764mila) ha subito violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali. Ciò significa che una donna su tre è obbligata a fare i conti con le molestie e gli abusi. È condannata a portare a vita ferite profonde che influiranno sulle sue scelte e mineranno la sua serenità.






