Per chi conosce il dossier si tratta di un copione già scritto dall’inizio. La partnership Berlino-Parigi per il caccia del futuro, il progetto Fcas (Future Combat Air System), “morta dalla nascita”, sta per segnare una svolta a favore del Gcap, il caccia di sesta generazione che l’Italia sta costruendo insieme alla Gran Bretagna e al Giappone. La Germania è arrivata al capolinea e sta dunque valutando molto attentamente di unirsi all’asse Roma-Londra-Tokyo. Una conferma dei nuovi equilibri economici in cantiere, sullo sfondo dei riassetti geopolitici. Oltre che una conferma del ruolo chiave dell’Italia. Con la difesa, la tanto evocata sicurezza globale, questa volta, protagonista.
Il dossier è finito inevitabilmente sul tavolo del confronto del 23 gennaio scorso tra la premier Giorgia Meloni e il cancelliere Friedrich Merz, aprendo la strada al nuovo assetto. O se non altro a un nuovo capitolo di trattative che allargherebbe le rotte comuni tra Italia e Germania, già solide, dalla difesa all’energia. Senza contare che già da tempo l’Italia, con Leonardo in testa, sostiene la necessità di mettere insieme le forze in Europa per superare l’insostenibile frammentazione del mercato della sicurezza europea per far fronte alla competizione Usa.










