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L'editore 78enne pro-democrazia paga le rivolte 2019 a Hong Kong

Venti anni. Praticamente un ergastolo per un uomo di 78 anni. È questa la pena che il tribunale di West Kowloon, a Hong Kong, ha comminato a Jimmy Lai, il magnate dei media dell'ex colonia britannica considerato l'ispiratore delle proteste in favore della democrazia che hanno scosso il Paese qualche anno fa. Una pena durissima vista l'età dell'uomo e le sue precarie condizioni di salute e che ha provocato le proteste delle organizzazioni internazionali. "Jimmy Lai è un editore condannato a 20 anni di carcere per aver esercitato diritti protetti dal diritto internazionale", ha detto l'Alto commissario Onu per i diritti umani Volker Türk, che ha chiesto l'immediata scarcerazione di Lai: "Questo verdetto deve essere immediatamente annullato in quanto incompatibile con il diritto internazionale".

Lai era l'editore del quotidiano pro-democrazia Apple Daily, che, con articoli e reportage, aveva fiancheggiato le grandi manifestazioni di piazza del biennio 2019-20, scaturite dal controverso emendamento della legge sull'estradizione e poi trasformate in una protesta generale contro il governo antidemocratico vicino a Pechino. Apple Daily fu chiuso nel 2021 e Lai accusato in base alla legislazione sulla sicurezza nazionale in vigore nella Regione amministrativa speciale della Cina. "Questo risultato - spiega Türk - evidenzia come le disposizioni vaghe e eccessivamente ampie della legislazione sulla sicurezza nazionale di Hong Kong possano portare a interpretazioni e applicazioni in violazione degli obblighi internazionali di Hong Kong in materia di diritti umani".