Meglio il tè o il caffè? E meglio con o senza caffeina? Parliamoci chiaro, il mondo dei bevitori è talmente schierato con una delle due bevande che niente e nessuno potrebbe far cambiare opinione a chi ama l’uno o l’altro. In tutte le infinite versioni che ti fanno guardare con compassione al bar se chiedi un espresso normale e non macchiato caldo o freddo, schiumato, in tazzina al vetro o con crema.

Studio osservazionale

Ma tant’è, gli studi scientifici non smettano di decantare doti e talvolta rischi dell’una o dell’altra bevanda. L’ultimo in ordine di apparizione è uno studio appena uscito su Jama – e condotto dalla prestigiosa università di Harvard - che sostiene come entrambe le bevande possano ridurre il rischio di demenza. Purché – attenzione – contengano caffeina. Con buona pace di chi preferisce il caffè decaffeinato per poterne bere serenamente qualcuno in più. Lo studio, puramente osservazionale, che vuol dire che non si può correlare una causa a un effetto, ha seguito 131.821 operatori sanitari americani fino a 43 anni. I partecipanti – ogni 2-4 anni – dichiaravano i loro consumi alimentari, il declino cognitivo percepito e quindi soggettivo e la funzione cognitiva reale (oggettiva), testata dove possibile.