Re Carlo III è pronto a "dare sostegno", se richiesto, alla polizia britannica incaricata di valutare l'eventuale rilevanza penale delle informazioni confidenziali che l'ex principe Andrea avrebbe condiviso con Jeffrey Epstein su alcune missioni svolte in anni in cui era emissario e testimonial commerciale per conto di vari governi britannici in Asia. Lo annuncia Buckingham Palace con una nota senza precedenti nella quale ricorda come Carlo abbia già "mostrato la profonda preoccupazione", attraverso azioni "senza precedenti", sul coinvolgimento del fratello nello scandalo dei legami con il defunto finanziere pedofilo americano.
"Siamo molto preoccupati", hanno sottolineato anche William e Kate per un caso che rischia di travolgere anche il governo Starmer. Ha fatto scena muta invece Ghislaine Maxwell, chiamata a testimoniare alla Camera sul caso Epstein, in un videocollegamento dal carcere a porte chiuse. L'ex compagna e complice del finanziere suicidatosi in carcere si è avvalsa della facoltà di non rispondere, invocando il quinto emendamento della Costituzione, che garantisce il diritto al silenzio per non autoincriminarsi.
Gli avvocati dell'ex socialite britannica, condannata a 20 anni per aver aiutato Epstein ad abusare sessualmente di ragazze minorenni, hanno fatto sapere che parlerà solo se riceverà la grazia presidenziale. Sono pronti intanto a deporre a fine febbraio Bill e Hillary Clinton, ma è battaglia se la loro testimonianza debba essere pubblica, come vuole l'ex coppia presidenziale, o a porte chiuse, come vorrebbero i repubblicani, forse nel timore che l'interrogatorio possa diventare un imbarazzante boomerang anche per Donald Trump.










