Londra – L'ex principe Andrea è stato rilasciato 12 ore dopo l’arresto da parte della polizia britannica con l'accusa di aver condiviso informazioni riservate con Jeffrey Epstein nella sua ex veste di emissario commerciale del governo di Londra. Lo riportano i media britannici. Il fratello di re Carlo III, a quanto è dato sapere, resta indagato con l'accusa di aver condiviso informazioni riservate con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein nella sua ex veste di emissario commerciale del governo di Londra. Durante la detenzione l'ex duca di York è stato sentito dagli investigatori della Thames Valley Police, che ha poi diffuso una nota nella quale si precisa che il fermato resta ora indagato - seppure a piede libero - per il sospetto reato di condotta illecita nell'esercizio di una funzione pubblica. Il rilascio entro 12 ore è uno sbocco piuttosto comune nella procedura britannica per questo tipo di fermi, in assenza di precedenti penali dell'arrestato e di pericoli per la collettività. I media hanno mostrato una foto rubata che ritrae Andrea sul sedile posteriore della Range Rover giunto a ricondurlo a casa dalla stazione di polizia in cui era stato trattenuto, con a bordo altre due persone di scorta. Nell'immagine l'espressione istantanea colta sul viso dell'ex principe, che proprio oggi ha compiuto 66 anni nell'umiliazione della custodia preventiva, sembra segnata dallo stravolgimento dallo shock e di un'apparente reazione di collera. Re Carlo d’Inghilterra alla London Fashion Week Nessun effetto sull'agenda pubblica di re Carlo III in seguito alla clamorosa notizia dell'arresto del fratello in disgrazia, l'ex principe Andrea, per sospetti di condotta illecita nelle sue funzioni pubbliche del passato nell'ambito dello scandalo sui rapporti con Jeffrey Epstein. Il sovrano 77enne ha tenuto una prevista udienza a palazzo e poi, accompagnato dalla regina Camilla, ha presenziato a un evento della London Fashion Week, a Londra, come annunciato. Dopo il duro comunicato diffuso sulla vicenda che riguarda Andrea, Carlo si è mostrato sorridente, ma non ha fatto alcun commento ulteriore, ignorando le domande rivoltegli ad alta voce da alcuni giornalisti e da cittadini assiepati fra la gente. Mentre diverse persone presenti lo applaudivano e gli offrivano strette di mano. Per le strade, stando alle testimonianze raccolte a caldo dei media, l'arresto di Andrea è stato accolto peraltro positivamente da più d'uno, come un segno di imparzialità della giustizia britannica e come "un atto dovuto" da tempo per le vittime di Epstein. Anche altri membri attivi della famiglia reale sono apparsi in pubblico in queste ore, nel rispetto di quanto annunciato da Carlo sull'impegno della monarchia a continuare a svolgere i propri doveri. In particolare la 75enne principessa Anna, sorella minore del re e sorella maggiore di Andrea, che ha visitato secondo i piani una prigione di Leeds, attenendosi a sua volta al no comment. L’indagine sull’ex principe Le accuse contro Andrea si riferiscono al solo filone relativo a un presunto abuso d'ufficio fatto emergere dagli Epstein file: con la pubblicazione oltre Oceano di email da cui si evince come Andrea abbia condiviso fra il 2010 e il 2011 informazioni confidenziali con "l'amico" Jeffrey relative a sue missioni ufficiali compiute all'epoca in Asia nei panni di emissario e testimonial commerciale del governo britannico. Filone che del resto si somma a ben altri 8 fascicoli aperti o riaperti da numerosi dipartimenti di polizia sui riflessi dello scandalo Epstein nel territorio dell'isola: a cominciare dai sospetti di traffico sessuale per i voli privati del famigerato Lolita Express che fra gli anni '90 e il 2018 avrebbero portato anche nel Regno decine di ragazze messe a disposizione di amici vip (come Andrea e non solo). Capitolo, quest'ultimo, su cui l'ex premier Gordon Brown ha mandato agli investigatori "un memorandum di cinque pagine" con nuove informazioni. Mentre dall'America c'è chi si chiede adesso perché mai "un reale possa essere arrestato e un presidente" (o altri ricchi e potenti) no. E mentre un messaggio di rivincita arriva dalla famiglia di Virginia Giuffre, vittima di Epstein che aveva denunciato d'essere stata indotta a suo tempo a far sesso con il 'cocco' della regina Elisabetta almeno tre volte, a soli 17 anni, sfidando poi le sue smentite e costringendolo a una transazione extra giudiziale milionaria prima di morire suicida in Australia l'anno scorso. Famiglia la cui sentenza morale è già scritta: "Andrew Mountbatten-Windsor non è mai stato un principe". L'arresto dell'ex principe Andrea è un "male per la famiglia reale", commenta Donald Trump che loda Re Carlo come un "uomo fantastico" annunciando che a breve visiterà gli Stati Uniti. La giornata: l’arresto e le reazioni L'operazione è scattata questa mattina come emerge dalle foto diffuse dai media britannici in cui si vedono diverse auto della polizia civetta e agenti in borghese presidiare l'ingresso di Wood Farm, la residenza nella tenuta reale di Sandringham nel Norfolk dove l’ex principe si è trasferito di recente dopo lo sfratto dalla dimora di Royal Lodge a Windsor deciso da re Carlo a fronte delle rivelazioni sul coinvolgimento del fratello nello scandalo Epstein. Perquisizioni anche nel Berkshire. L'ex principe Andrea è destinato a trascorrere in stato di detenzione la giornata del suo 66esimo compleanno odierno e come minimo alcune ore, secondo le regole della procedura britannica relative alla custodia cautelare citate da esperti interpellati dalla Bbc. Stando all'emittente pubblica, il fermo appare legato a sviluppi in qualche modo significativi del filone d'inchiesta relativo alla condivisione di informazioni confidenziali con il defunto finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein, scambiate fra il 2010 e il 2011 quando l'ex duca di York era ancora membro attivo della famiglia reale ed emissario commerciale del governo britannico in Asia. Al momento Andrew Mountbatten Windsor non è incriminato né formalmente accusato, ma sotto indagine per il sospetto reato di "condotta illecita nell'esercizio di una funzione ufficiale". Tecnicamente, il fermo preventivo può protrarsi fino a 96 ore, ma solo se approvato dalla magistratura in una serie di passaggi in tribunale. Altrimenti, di prassi, la polizia esaurisce la pratica dell'interrogatorio entro 12 o al massimo 24 ore, dopo di che decide se procedere all'incriminazione di fronte a un giudice (con eventuale rimessa in libertà dietro cauzione o meno), al rilascio con prosecuzione delle indagini a piede libero oppure al rilascio con ritiro di ogni ipotesi di accusa. Andrea è destinato a trascorrere comunque le prossime ore lontano dagli agi della sua vita e dai lussi a cui è sempre stato aggrappato: seppure in un camera di sicurezza singola, riferisce ancora la Bbc, dotata di un bagnetto e di un lettino. L'inchiesta che lo riguarda si aggiunge ad altri 8 filoni d'indagine aperti o riaperti dalla polizia britannica sui potenziali riflessi dello scandalo Epstein nel territorio del Regno Unito. Re Carlo: “La giustizia deve fare il suo corso” "La giustizia faccia il suo corso". Così re Caro III ha commentato seccamente la notizia dell'arresto di suo fratello, l'ex principe Andrea. "Ho appreso con la più profonda preoccupazione - si legge in un comunicato dai toni fermi, diffuso in tempi insolitamente rapidi da Buckingham Palace di fronte a una situazione tanto imbarazzante per la monarchia - le notizie riguardanti Andrew Mountbatten-Windsor e il sospetto di condotta illecita nell'esercizio di una funzione pubblica". "Ciò che ora ne deve seguire - prosegue il sovrano - è un approfondito, equo ed appropriato processo investigativo condotto nei modi dovuti e dalle autorità legittime. In relazione a questo, come ho già detto in precedenza, esse hanno il nostro sincero sostegno e la nostra cooperazione". "Lasciatemi essere chiaro: la legge deve fare il suo corso", puntualizza poi Carlo III, non senza sottolineare come le indagini siano in corso e come quindi "non sia giusto" da parte sua "fare ulteriori commenti al riguardo". Il monarca conclude ribadendo il suo impegno e quello "della mia famiglia" a "continuare a svolgere il nostro dovere e a garantire il servizio" dell'istituzione monarchica verso il popolo britannico. Il messaggio è firmato "Charles R." (dall'iniziale della parola Rex, re in latino). I media da parte loro riferiscono di un'agenda ufficiale da "business as usual" per i membri attivi di casa Windsor, al momento; evocando tuttavia inevitabili riflessi e ombre d'imbarazzo rispetto a possibili appuntamenti pubblici prossimi venturi.