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Ultimo aggiornamento: 13:32
In questi giorni una ministra, Eugenia Roccella, un ex vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, un giornalista, Nicola Porro, hanno pubblicamente mentito accusando l’Ordine dei giornalisti di aver finanziato i comitati per il No attraverso un contributo di ventimila euro concesso ad Articolo21. Naturalmente si tratta di una menzogna e l’Ordine dovrebbe denunciare costoro.
Articolo21 ha ricevuto, come sempre, un contributo di ventimila euro finalizzato alla promozione di corsi e iniziative contro i bavagli, sul Media freedom act, sulle querele bavaglio, sulla tutela delle fonti, tutte materie che segnalano una distanza crescente tra Europa e Italia in materia di libertà di informazione. Tale contributo è stati riconosciuto anche ad altre associazioni. Neppure un euro è destinato, ovviamente, ai comitati per il No.
Forse pensavano di intimidirci, ma con noi non funziona, e non ci faremo imbavagliare da costoro. Piuttosto vogliamo porre alcune domande: quei giornali di destra, gli stessi che hanno sostenuto la canea, quanti soldi pubblici ricevono? Quante copie vendono in edicola? Non sono forse tenuti a garantire la completezza dell’informazione come prevede la legge istitutiva dell’Ordine? Perché a costoro viene regolarmente consentito di mentire, boicottare ogni carta deontologica, a partire dalla carta di Roma, che vieta discriminazioni e razzismo? Godono di uno statuto speciale? Sino a quando si dovrà chinare la testa di fronte alla prepotenza?






