Èil tipo di tumore al polmone meno frequente, ma il microcitoma è molto aggressivo e purtroppo viene diagnosticato quasi sempre quando la malattia è in stadio avanzato. Per anni i farmaci da usare sono stati pochi ma oggi c’è una novità: l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità per serplulimab, il primo farmaco immunologico anti-PD-1 autorizzato in Europa per i pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso che non hanno mai ricevuto trattamenti. L’aggiunta dell’immunoterapico alla chemioterapia ha migliorato la sopravvivenza globale e la progressione libera da malattia mantenuti fino a 4 anni di follow-up.

“Il carcinoma polmonare in Italia ogni anno fa registrare più di 44.800 nuove diagnosi - sottolinea il Federico Cappuzzo, Direttore dell’Oncologia Medica 2 dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma -. Quello a piccole cellule viene anche denominato microcitoma ed è una patologia poco frequente, che rappresenta il 15% del totale dei casi. È però molto aggressiva e presenta una prognosi severa. Tra i diversi sottotipi di tumore toracico è senza dubbio il più legato al fumo, che rappresenta il principale fattore di rischio. Si calcola che il 70%-80% circa dei pazienti abbia già una malattia estesa al momento della diagnosi. Le opzioni di trattamento disponibili, per molti decenni, sono state limitate a pochi farmaci chemioterapici somministrati insieme ai derivati del platino. Anche il ricorso alla chirurgia è poco indicato, proprio per la natura molto aggressiva della neoplasia. Negli ultimi anni l’introduzione dell’immunoterapia ha però cambiato e migliorato la pratica clinica”.