Sono passati appena quattro mesi da quando il bitcoin ha aggiornato per l’ultima volta i suoi massimi storici, arrivando in area 125.000 dollari. A metà della scorsa settimana, invece, il clima era diametralmente opposto, con una certa sfiducia ed il prezzo del bitcoin che dai picchi di ottobre aveva perso oltre il 50%, avvicinando pericolosamente la soglia dei 60.000 dollari. La settimana, però, si è chiusa con il NASDAQ in rimonta – dopo il tonfo di giovedì, con un rinnovato entusiasmo che ha trascinato anche il bitcoin, tornato verso i 70.000 dollari. Scenario simile per Ethereum, seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato. In questo caso le quotazioni sono scese drasticamente verso i 1.850 dollari (a -60% dai massimi del 2025), per poi rimbalzare appena sopra i 2.000 dollari.

L’effetto Ai sui metalli preziosi

Resta alta la volatilità sui metalli preziosi, in particolare per l’argento. Dopo l’impressionante rally che ha portato le quotazioni a dei massimi oltre i 120 dollari per oncia, i prezzi sono crollati fino a toccare un minimo in area 65 dollari. Il rimbalzo del NASDAQ nella serata di venerdì ha permesso al metallo prezioso di ridurre le perdite, tornando oltre i 75 dollari, con gli operatori che sembrano ancora alla ricerca di capire quello che sarà il reale valore dell’argento in un futuro non troppo lontano.