Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 5:30

Sta per tornare, è in viaggio. Data ufficiale del suo ultimo transito è il 9 febbraio 1986. Il suo prossimo passaggio avverrà nel 2061 e raggiungerà il perielio (il suo punto più vicino al Sole) intorno alla fine di luglio. Si prevede che le condizioni di visione saranno tali da renderlo un evento spettacolare nel cielo notturno per gli osservatori in molte parti del mondo.

Parliamo della cometa di Halley, uno degli oggetti celesti più famosi mai osservati, nota per i suoi regolari ritorni e per la sua lunga storia. Prende il nome dall’astronomo inglese Edmond Halley che nel 1705 calcolò che una cometa vista nel 1531, 1607 e 1682 era lo stesso oggetto che tornava con periodicità regolare. Quando riapparve, nel 1758, la previsione di Halley fu confermata. Si aveva a che fare con una cometa in orbita attorno al Sole con un periodo di circa 75-76 anni.

Le comete, spesso descritte come “palla di neve sporca”, sono composte da ghiaccio, polvere e materiale roccioso. Quando si avvicinano al Sole, il calore vaporizza la loro superficie formando un “coma luminoso”, o chioma, involucro di gas e polveri che circonda il nucleo. Sotto l’effetto del soffio del vento solare questo materiale si estende formando una coda lunga milioni di chilometri che il riflesso della luce del Sole rende brillante e luminosa.